mercoledì, 27 febbraio 2008

Alle volte, pensando alla vita, vediamo miliardi di scelte, di possibili operazioni, decisioni di tantissimi tipi, in ogni diversa disciplina e ambito.

Ieri ho pensato che la vita, il controllo della stessa, sia come quelle automobili radiocomandate economiche, con un telecomando che ha un solo pulsante, per fare andare avanti la macchinina, che prima fa un giro all’indietro, poi va avanti nel momento in cui spingiamo il pulsante. (In questo modo, la direzione diventa un’attesa del moto normale della macchinina, il girare)

A me non piaceva quel sistema di controllo, mi piacevano le auto che potevano andare avanti e indietro, a sinistra e a destra. Quello era divertente. Le altre, mi sembravano scrause… dover attendere che faceva tutto il giro… non ne avevo la pazienza, e poi non ero io a controllare il movimento; e c’era da aspettare che andasse indietro ogni volta che volevi fare un piccolo aggiustamento!!!

L’altro, è un poter esercitare una forza, la nostra forza, quella che è l’andare avanti, fare, nel momento giusto, quando stiamo nella direzione giusta. O sì, o no. Scegli di premere.

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categoria:scritti, the best of
domenica, 24 febbraio 2008
Ogni tanto chiudo gli occhi, e mi vengono, come sogni, immagini. E le scrivo subito, e dicono molto.
Questa la condivido.
Come al solito me ne fotto della forma, e scrivo come ho preso appunti.

Ho immaginato un uccello, un'aquila, che con le gambe corre. Si sposta. E a lungo. Penso "potrebbe, a lungo" se lo facesse? Le sue gambe non sono fatte per quello. Solo x brevi tratti. Un uccello non è fatto x correre. Può farlo, ma non è ciò per cui è fatto, e le sue gambe si indolenziranno. Le sue gambe sono x brevi tratti, per il resto vola. Se corre la maratona, le sue gambe si indolenziranno. Non sono fatte per le lunghe distanze.

Aggiungo:
L'uccello ha le ali.
postato da: supermarionow alle ore 21:43 | Permalink | commenti
categoria:scritti
domenica, 24 febbraio 2008
parole getto e posiziono
cadono inevitabilmente
non attecchiscono
cerco uno sguardo trovo il nulla
dono uno sguardo dono il cuore di più
se dò di più posso farcela
di più concentro tutto il cuore in un sorriso
tutta la mia forza tutta la passione
tutta l'attenzione in un tentativo un solo raggio tutto insieme

niente non funziona non riesco
non riesco
ci provo ma non ci riesco
e ancora
mi dicono che sono di cera
maschera di cera
ci provo
ma sorrido e faccio finta che non sia niente
ci provo
ma non funziona mai
è ora di arrendersi mi dico
ora di accettare
asciugo le lacrime
con calma, senza fretta - che ancora gli strali cercavano d'uscire
un solo tentativo dentro di me
per avere il mio amore
stavolta posso.

...se nessuno lo usa che ci faccio con questo sguardo?

Ho sofferto per l'assenza di mia madre
e ho pianto e mi sono battuto
ma io sorrido sempre perché sono fatto così
postato da: supermarionow alle ore 21:28 | Permalink | commenti
categoria:scritti, affetti
lunedì, 01 ottobre 2007
ai miei 5 lettori, per il Manzoni era una battuta, per me è una speranza :-)

la realtà è ciò che mi serve ora. più fatti e meno opinioni. terra. a rimanere vaghi, come sono in questo blog, si rimane indietro... o si va troppo in aria. e se non farsi capire è bello è anche un cazzo per il culo, è anche una fuga. facile sentirsi fighi nel regno degli gnomi.
è difficile non fuggire in certi casi, e tuttavia è richiesto.
per questo motivo dichiaro il blog chiuso a tempo indeterminato. fino a che un po' più di terra non mi cade dentro. finché non riesco a combinare un po' aria e terra. e speriamo bene.

a presto.
postato da: supermarionow alle ore 00:41 | Permalink | commenti (8)
categoria:scritti
lunedì, 24 settembre 2007
Oggi
in un posto come tanti
ho capito chi sono
e non lo avrei creduto mai

E d'ora in poi... giuro, d'ora in poi cambierò

Basta
accetto i miei punti deboli
i miei limiti
da adesso sarò
padrona di me

Imparerò
che nessuno può
decidere di me
e giuro
mostrerò anche il più piccolo difetto che ho

Voglio vantarmi se sono fragile
vulnerabile

e la smetto di essere ciò che gli altri decidono
da oggi sarò
padrona di me

Imparerò
che nessuno può
decidere di me
e giuro
mostrerò anche il più piccolo difetto che ho

Imparerò
che nessuno può
decidere di me
e giuro
mostrerò anche il più piccolo difetto che ho

Rumorerosa
postato da: supermarionow alle ore 14:06 | Permalink | commenti (2)
categoria:testi
venerdì, 21 settembre 2007
l'essere te stesso... e la paura del dolore causato da rose - con spine che non servono a nulla...
rose anche belle.
ci sono le paure? non te ne preoccupare... queste nuvole blu scure e nere... che volano attorno a me... ancora... ci sono sì!!!

ciao!
chi sei?
mi manda un amico.
un amico di chi?
bah, un amico, così, generico.

Francesco Salvi
postato da: supermarionow alle ore 00:11 | Permalink | commenti
categoria:scritti
mercoledì, 19 settembre 2007

you have to watch it.

i due post conseguenti non sono collegati.

apparentemente.
postato da: supermarionow alle ore 11:07 | Permalink | commenti
categoria:video, affetti
mercoledì, 19 settembre 2007
"/>
postato da: supermarionow alle ore 10:44 | Permalink | commenti
categoria:musica
martedì, 18 settembre 2007
quasi milleccìnque.
postato da: supermarionow alle ore 21:19 | Permalink | commenti
categoria:scritti
martedì, 18 settembre 2007
era un ragazzo triste. molto triste. viveva nel buio avvolto da sciarpe molto larghe. rigirate e coprivano il naso, a volte i suoi occhi riuscivano ad ascendere e salivano sulla testa, da lì vedevano molto meglio...
amici nel bar. amiche nei negozi. lui solo nella cameretta con una strana passione... rigirava le cose. comprava un televisore, lo smontava, lo rimontava con i componenti elettronici all'esterno. non era facile, ci volevano settimane per un buon lavoro.
rivoltava poltrone, mobili, vestiti, e anche persone, ma non visto, dalla sua sciarpa, che nel paesino di montagna poteva indossare per parecchi mesi.

ragazzo triste. andava in giro e non diceva a nessuno com'era. nessuno sapeva... nessuno sospettava. lui non sapeva... conoscersi. piaceva 'sta cosa. era come se... come se... era. era così... e un giorno non fece più quello che faceva prima come hobby. smise, e tutto sembrava vuoto. cosa adesso?
 forse
forse un giorno... divenne felice. e vide... svegliandosi una mattina che era tutto vuoto... e così continuò. ancora le sciarpe... fino all'ora che... venne... e smise le sciarpe... che aveva, tanto, sempre avuto caldo.
postato da: supermarionow alle ore 21:16 | Permalink | commenti
categoria:scritti
mercoledì, 05 settembre 2007
La sicurezza** è perlopiù una superstizione. Non esiste in natura,
né il bambino o l'uomo intero ne hanno esperienza.
Evitare il pericolo non è più sicuro a lungo andare che l'esposizione diretta.
La vita è o una avventura che osa, o nulla.
Tenere le nostre facce verso il cambiamento e comportarci come spiriti liberi
nella presenza del fato è una forza invincibile.

Helen Keller

** (intesa come senso di sicurezza, protezione, tranquillità)

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Ho un'amica che dice sempre di non farcela.
Ci credereste? Quando lo dice, ci riesce sempre perfettamente.
Se cominciasse a dire e pensare di farcela,
Ci riuscirebbe con altrettanta certezza.
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categoria:citazioni, scritti
mercoledì, 29 agosto 2007
strane presenze guidavano la sua mano fra i suoi capelli. strani capelli, spessi eppure morbidi.
"che ora è?"
"non saprei" pausa "le 2, le 3"
sospiri.
ora lei guarda una stella inaspettata nella stanza. attesa nella saliva della sua bocca. pensava è così strana la saliva, sempre nella tua bocca eppure sempre inaspettata. non la chiami quasi mai ma lei c'è sempre. la saliva degli altri è sempre qualcosa che ti aspetti. solo la tua è davvero una sorpresa. ma già lui tornava e la pausa era finita.



eccìtazione:
"l'amore è attenzione senza sforzo."



stava per lasciare tutti. era ora. e non era che aspettare.
postato da: supermarionow alle ore 11:03 | Permalink | commenti
categoria:citazioni, scritti
sabato, 18 agosto 2007
ultimamente uso Basket, un programma fantastico per prendere note per KDE.
in questo programma si usa enter per entrare in una nota, esc per uscire chiudere e smettere con una nota. ed è giusto, bisogna uscire, non confermare. invece io sono abituato a confermare le cose che faccio e sono completate, come se solo una dura eliminazione di me stesso in favore dell'esterno potesse permettere il proseguimento. per uscire, si esce.

esc.
postato da: supermarionow alle ore 16:47 | Permalink | commenti
categoria:scritti