sabato, 16 maggio 2009

Uscire. Dire cosa è. Sembra difficile, poi è solo vivere. solo...

Quando la guerra comincia

forse i vostri fratelli si trasformeranno 
e i loro volti saranno irriconoscibili.
Ma voi dovete rimanere eguali.

Andranno in guerra, non
come ad un massacro, ma
ad un serio lavoro. Tutto 
avranno dimenticato. 
Ma voi nulla dovete dimenticare.

Vi verseranno grappa nella gola
come a tutti gli altri.
Ma voi dovete rimanere lucidi.
Bertolt Brecht

postato da: supermarionow alle ore 19:51 | Permalink | commenti
categoria:poesie, scritti
sabato, 09 maggio 2009
nessun regolamento, nessuna difficoltà, mai sarai punito, espulso, censurato.
sento 1 gran voglia di metterlo alla prova.
per vedere se davvero è ciò che vorrei come vorrei, davvero in modo assoluto, se davvero non rischio facendolo: io metto alla prova.
e l'odio, per vedere se m'ama poi davvero in fondo, anche spingendo.
quante volte l'ho fatto... come insistere, premere... se è stabile, se è sicuro e poi posso fidarmi... perché non mi fidavo.
“allora giù, giù maledetto ponte...” e cadeva; ops. era abbastanza per passarci, ma non per i calci.

o volevi solo cadesse, per restare dov'eri?

ancor non vivo.


Conosci i miei occhi se guardano lontano da te
Le mani che non so curare
Conosci le stanze poco illuminate
Dov'è possibile arrivare bendati

Pronunciare una ferita
Quando è appena ricucita
Non è semplice
Arginare la tensione
Contenere un'emozione
È più nobile

Ecco un'ombra che mi lega
La certezza di qualcosa che poi cambia
Scavare o tralasciare il senso
Voltarsi e non guardare dentro
Ammettere o tacere
Avvicinarsi e rimanere

Conosci i miei occhi quando guardano verso di te
I giorni normali senza un gesto da ricordare
Conosci i colori e la parte più scura di me
Difficile da raccontare

Conosci i miei occhi quando guardano lontano da te
I particolari delle mani che non so curare
Conosci i ricordi e la parte più scura di me
Difficile da raccontare.

Conosci - Cristina Donà
postato da: supermarionow alle ore 20:36 | Permalink | commenti
categoria:testi, scritti
giovedì, 16 aprile 2009

tanta paura.

se sentissi la paura di non agire però... che fretta repentina nel cambiare.

postato da: supermarionow alle ore 23:49 | Permalink | commenti
categoria:scritti
domenica, 08 marzo 2009
Il fiore della mia vita
avrebbe potuto sbocciare da ogni lato
ma un aspro vento bruciò i miei petali
su quel lato di me
che potevate vedere voi nel villaggio.
La mia protesta si alza dalla polvere:
voi non vedeste mai il mio lato in fiore!
Siete proprio degli sciocchi, voi viventi,
voi che ignorate le facoltà del vento
e le forze invisibili
che governano le cose della vita.

Edgar Lee Masters

a volte mi chiedo se il mio lato in fiore si potrà vedere.
perché è ciò a cui davvero tengo, che si veda, che io lo mostri.

forse temo che si bruci... se l'espongo.
mi chiedo quanto possa mostrarne.
temo il rogo sulla piazza.

se non l'espongo è ancora più triste, tuttavia.

e poi so che porta bene. l'esponi e rallegra le coscienze, ravviva il fuoco... dà luce.

quanto alle forza invisibili, sono qui ogni secondo, e loro sì che sono.
ignorate da miliardi d'uomini continuano incessanti.

il dolore è di chi ce l'ha, ma anche la felicità è di chi ce l'ha.

un'emozione è mia... vorresti che altri la condividessero... ma è tua. in altri mondi q1 potrebbe sentirla... qui quasi nessuno
e tuttavia --vai avanti!!!...

quando accade qualcosa di poetico, vorresti che ci fosse una persona amante a vederla... ma tu come stai con lei, molto calmo, e lo sguardo tenue che è pieno? perché è così che ami.

ciao.
postato da: supermarionow alle ore 16:27 | Permalink | commenti
categoria:poesie, scritti
mercoledì, 11 febbraio 2009
Nel covo dei pirati c'è poco da scherzare
chi non si arruola finisce in fondo al mare...
Finanche i più convinti, finanche i più decisi
a denti stretti si sono tutti arresi....
Tu invece sei la sola che va così sicura
sul trampolino di Capitan Uncino...
Ma dimmi come fai a non aver paura
o sei incosciente oppure sai che è un sogno
che non dura
!
...

Come sei brava a raccontare
ad inventarti quelle avventure
sembrano vere...che fantasia che hai!...

Continua il tuo racconto, mi sembra di vederti
al punto giusto lui arriverà a salvarti...
Tutte le tue avventure son belle da sognare
però nei sogni non ti puoi rifugiare....
Non vedi il tempo corre e non lo puoi fermare
diventi grande e ti vogliono cambiare...
E questo ti spaventa, i grandi sono strani
fanno paura più dei pescecani.

Ma proprio adesso, ti vuoi fermare
non ti interessa di far vedere se
è proprio vero che non ti arrendi mai!
...

Nel covo dei pirati c'è poco da scherzare...
chi non si arruola finisce in fondo al mare...
Ma tu con i pirati sai già che cosa fare
è un tuo vantaggio e non ci rinunciare!...

.... Tu già lo sai cosa fare
è come nei sogni, è come nelle avventure
ma il principe azzurro stavolta forse non viene
e contro i pirati dovrai lottare davvero!...

... Ma oramai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare!
Ti potranno insultare, minacciare, in fondo è il loro mestiere!
Ti faranno i versi, le boccacce, ti faranno le facce scure!
E' per questo che si allenano davanti allo specchio
quasi tutte le sere!...
Ma lo fanno per cercare di vincere le loro stesse paure!
... Oramai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare!
Ma è proprio questo il tuo vantaggio e non ci rinunciare!
... Oramai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare!

Edoardo Bennato
postato da: supermarionow alle ore 08:52 | Permalink | commenti
categoria:testi, scritti
lunedì, 26 gennaio 2009
Parla
fa' qualcosa
sto morendo
fa' qualcosa
parla
dimmi che mi uccidi
dimmi che mi odi
ma non stare lì le mani in mano
come uno
che ha perduto
come un uomo già finito
sento tanta nostalgia
per la fantasia
che c'era in te
quando
ogni giorno
profumava
d'avventura
e bevevo gioia pura
perché tu ragazzo anche se eri totalmente pazzo
eri vero
eri vivo
e anche allora
io morivo
ma morivo di allegria

di poesia
vicino a te.
Parla
fa' qualcosa
sto morendo
fa' qualcosa
non lasciarmi andare fuori
sbatti qualche porta

mandami dei fiori anche se non sono morta
è importante
anche un fiore solamente
so che non hai colpa tu
se la vita è quel che è
e io credo ancora in te.
Ma parla
fa' qualcosa
o do' fuoco
a questa casa
una donna puoi tradirla
non dimenticarla
come fai con me
una donna puoi tradirla
non dimenticarla
come fai con me

Fa’ qualcosa - Mina


...e muori.
postato da: supermarionow alle ore 07:34 | Permalink | commenti (2)
categoria:testi
lunedì, 26 gennaio 2009
C'e' una ferita in fondo al cuore
grande come non l'hai vista mai
guarda il sangue e il suo colore ...
e' bellissima.
C'e' un grande salto in fondo al cuore
prima deserto, adesso un'oasi
via i cancelli per favore,
che non mi servono piu'.

Via le lame dal mio cuore,
via le cose che lo umiliano
carro che non vuol cadere
nella stupidita'.


Labbra Blu, Diaframma & Cristina Donà

pensiero solo,
pensiero che scolora
...tutto si dissolve dinnanzi a un pensiero così
e tuttavia non è tale, non è pensiero ma...
allaccio,                                  àncora.
non so cos'è --è appena nato!

so solo che parla di cose lontane,
so solo che annuncia un ritorno in vetrina.
so solo, annuncia e non fa rumore più.

sento che il resto assume colore più forte e saturo, sento che poi non è nulla e puoi parlarne per ore...
non c'è contenuto! ma c'è qualcosa.
ora non lo respiri più ma non senti più neanche. finché tu... TU

dentro ciò che amo...
tonnellate di confusione e pensieri... fosse per me li butterei nel cesso.
posso farlo?
non so, un secondo arriva ciò che amo e il resto si scolora. il resto non ha valore più. non più!
un punto esclamativo di nuovo ha motivo di essere!

di nuovo.

fantasmi in effetti comportamenti abituali = dolori abituali.
timori, abitudini a sofferenze mal gestite.
abitudini malsane.
continuazioni... stanco, molto stanco di queste sofferenze reiterate al punto che non ho davvero bisogno di nulla associato a esse, non ho bisogno che ci sia più.
che siano premi, che siano baci, che siano esami.

non so, niente soffre più, niente gestisce male ormai.
niente vede più qc di male
niente ha più dolore,
lacrime-dove?
“via le lame dal mio cuore...”
cose così leggere...
di nuovo un'emozione a fare un salto senza pareti intorno.
Accettando cose rifiutate per perfezione richiesta...
cose lisce... quando la materia è invece multiforme, cara!
anche semplici, vedi le cose negli occhi di lei? lei mai vista, lei che non conosci, che non puoi conoscere e che non sai che conoscere... lei così vicina. che è qc che non so dire...
vola leggera atterra danzante colpisce con successo e vola via.
strane performance di vecchi canuti... cose lontane non vogliono più.
cose sconosciute si uniscono a mondi perduti.
Semplicemente accettare cose semplici e belle.
Solo stare, senza chiedere nulla. Solo questo...
ansima danzando.
di nuovo una cosa bella... bella,
nessuna spiegazione.

solo sentirlo, solo accettarle... cose che passano. lascia.

...adoro questi post che non capisco. quanto mi mancavano...
che gusto c'è con ciò che sai?

no non è sentito fino in fondo, non crea coniglietti esplosi, ma li è.

e il cuore? e la sfida, hai voglia di crearli? o non-sfida, semplice stare. semplice stare

ma un post così lungo non si fa, non è affatto commerciale...
è il mio blog, cara.

lascia posare.
postato da: supermarionow alle ore 00:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:testi, scritti
domenica, 11 gennaio 2009
...eppure, per converso, deve esserci un tale piacere... in questo grido di conoscenza, una tale indicibile soddisfazione, in questa migrazione continua, senza fine...
...in questo essere sempre,... sempre...
disperatamente,
altrove

[da EM, Acustimantico]
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giovedì, 08 gennaio 2009
un fiore che sboccia mostra ciò che ha dentro.
un fiore che sboccia, si apre.
un fiore che sboccia, mostra i suoi colori.
un fiore che sboccia, può perdere i petali. è più indifeso.
un fiore che sboccia, è più forte tuttavia: è adulto.
un fiore che sboccia, si apre agli insetti e al vento, e a altre cose misteriose.
un fiore che sboccia sa tutto questo, se non lo sa lo sente comunque.
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categoria:scritti
lunedì, 15 dicembre 2008
le blache si deprimono perché vedono i callort, creature eleganti e belle, che si vantano e camminano eleganti e sdegnosi. e si dicono “noi mangiamo merda, una cosa schifosa davvero. siamo davvero disgraziate.” allora smettono di farlo, di farla finita con quell'esistenza merdosa. ma ora dopo il suicidio di tutte le blache per fame le merde crescono incontrollate, e i anche callort muoiono per il sovraccarico di merda. gli dèi, allora, magnanimi riportano entrambi in vita. e le blache felici hanno ora capito, e sanno che la loro vita non è merdosa, ma solo relativamente, merdosa. che in realtà quella è soltanto la loro situazione, ma che le cose stanno anche differentemente... la verità è imperscrutabile, più alta, e accettano tutto ciò. vivono felici. ...e i callort le prendono però in giro, pensano di essere dei re e dicono “quelle illuse delle blache che mangiano merda.” e mangiano il loro cibo succulento. che sono statuette di puro e lucente tryln.
--cambio scena--
in un'altra dimensione, gli dèi cagano tryln.
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martedì, 09 dicembre 2008
[è come se fosse semplicemente dire ciò che è, e non so lasciarlo posare... è come una foglia che cade, a destra, a sinistra, non toccarla è tutto ciò che dèvi fare]
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categoria:scritti
sabato, 01 novembre 2008
tolgo le rotelle
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categoria:scritti
martedì, 12 agosto 2008
"Sai mi sento strano. E' proprio come camminare su una linea, cercando di non cadere, una linea ondulata creata al momento dai miei passi, e allora è davvero impossibile cadere."
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categoria:scritti
mercoledì, 27 febbraio 2008

Alle volte, pensando alla vita, vediamo miliardi di scelte, di possibili operazioni, decisioni di tantissimi tipi, in ogni diversa disciplina e ambito.

Ieri ho pensato che la vita, il controllo della stessa, sia come quelle automobili radiocomandate economiche, con un telecomando che ha un solo pulsante, per fare andare avanti la macchinina, che prima fa un giro all’indietro, poi va avanti nel momento in cui spingiamo il pulsante. (In questo modo, la direzione diventa un’attesa del moto normale della macchinina, il girare)

A me non piaceva quel sistema di controllo, mi piacevano le auto che potevano andare avanti e indietro, a sinistra e a destra. Quello era divertente. Le altre, mi sembravano scrause… dover attendere che faceva tutto il giro… non ne avevo la pazienza, e poi non ero io a controllare il movimento; e c’era da aspettare che andasse indietro ogni volta che volevi fare un piccolo aggiustamento!!!

L’altro, è un poter esercitare una forza, la nostra forza, quella che è l’andare avanti, fare, nel momento giusto, quando stiamo nella direzione giusta. O sì, o no. Scegli di premere.

postato da: supermarionow alle ore 15:54 | Permalink | commenti (5)
categoria:scritti, the best of
domenica, 24 febbraio 2008
Ogni tanto chiudo gli occhi, e mi vengono, come sogni, immagini. E le scrivo subito, e dicono molto.
Questa la condivido.
Come al solito me ne fotto della forma, e scrivo come ho preso appunti.

Ho immaginato un uccello, un'aquila, che con le gambe corre. Si sposta. E a lungo. Penso "potrebbe, a lungo" se lo facesse? Le sue gambe non sono fatte per quello. Solo x brevi tratti. Un uccello non è fatto x correre. Può farlo, ma non è ciò per cui è fatto, e le sue gambe si indolenziranno. Le sue gambe sono x brevi tratti, per il resto vola. Se corre la maratona, le sue gambe si indolenziranno. Non sono fatte per le lunghe distanze.

Aggiungo:
L'uccello ha le ali.
postato da: supermarionow alle ore 21:43 | Permalink | commenti
categoria:scritti
domenica, 24 febbraio 2008
parole getto e posiziono
cadono inevitabilmente
non attecchiscono
cerco uno sguardo trovo il nulla
dono uno sguardo dono il cuore di più
se dò di più posso farcela
di più concentro tutto il cuore in un sorriso
tutta la mia forza tutta la passione
tutta l'attenzione in un tentativo un solo raggio tutto insieme

niente non funziona non riesco
non riesco
ci provo ma non ci riesco
e ancora
mi dicono che sono di cera
maschera di cera
ci provo
ma sorrido e faccio finta che non sia niente
ci provo
ma non funziona mai
è ora di arrendersi mi dico
ora di accettare
asciugo le lacrime
con calma, senza fretta - che ancora gli strali cercavano d'uscire
un solo tentativo dentro di me
per avere il mio amore
stavolta posso.

...se nessuno lo usa che ci faccio con questo sguardo?

Ho sofferto per l'assenza di mia madre
e ho pianto e mi sono battuto
ma io sorrido sempre perché sono fatto così
postato da: supermarionow alle ore 21:28 | Permalink | commenti
categoria:scritti, affetti
lunedì, 01 ottobre 2007
ai miei 5 lettori, per il Manzoni era una battuta, per me è una speranza :-)

la realtà è ciò che mi serve ora. più fatti e meno opinioni. terra. a rimanere vaghi, come sono in questo blog, si rimane indietro... o si va troppo in aria. e se non farsi capire è bello è anche un cazzo per il culo, è anche una fuga. facile sentirsi fighi nel regno degli gnomi.
è difficile non fuggire in certi casi, e tuttavia è richiesto.
per questo motivo dichiaro il blog chiuso a tempo indeterminato. fino a che un po' più di terra non mi cade dentro. finché non riesco a combinare un po' aria e terra. e speriamo bene.

a presto.
postato da: supermarionow alle ore 00:41 | Permalink | commenti (8)
categoria:scritti
lunedì, 24 settembre 2007
Oggi
in un posto come tanti
ho capito chi sono
e non lo avrei creduto mai

E d'ora in poi... giuro, d'ora in poi cambierò

Basta
accetto i miei punti deboli
i miei limiti
da adesso sarò
padrona di me

Imparerò
che nessuno può
decidere di me
e giuro
mostrerò anche il più piccolo difetto che ho

Voglio vantarmi se sono fragile
vulnerabile

e la smetto di essere ciò che gli altri decidono
da oggi sarò
padrona di me

Imparerò
che nessuno può
decidere di me
e giuro
mostrerò anche il più piccolo difetto che ho

Imparerò
che nessuno può
decidere di me
e giuro
mostrerò anche il più piccolo difetto che ho

Rumorerosa
postato da: supermarionow alle ore 14:06 | Permalink | commenti (2)
categoria:testi
venerdì, 21 settembre 2007
l'essere te stesso... e la paura del dolore causato da rose - con spine che non servono a nulla...
rose anche belle.
ci sono le paure? non te ne preoccupare... queste nuvole blu scure e nere... che volano attorno a me... ancora... ci sono sì!!!

ciao!
chi sei?
mi manda un amico.
un amico di chi?
bah, un amico, così, generico.

Francesco Salvi
postato da: supermarionow alle ore 00:11 | Permalink | commenti
categoria:scritti
mercoledì, 19 settembre 2007

you have to watch it.

i due post conseguenti non sono collegati.

apparentemente.
postato da: supermarionow alle ore 11:07 | Permalink | commenti
categoria:video, affetti
mercoledì, 19 settembre 2007
"/>
postato da: supermarionow alle ore 10:44 | Permalink | commenti
categoria:musica
martedì, 18 settembre 2007
quasi milleccìnque.
postato da: supermarionow alle ore 21:19 | Permalink | commenti
categoria:scritti
martedì, 18 settembre 2007
era un ragazzo triste. molto triste. viveva nel buio avvolto da sciarpe molto larghe. rigirate e coprivano il naso, a volte i suoi occhi riuscivano ad ascendere e salivano sulla testa, da lì vedevano molto meglio...
amici nel bar. amiche nei negozi. lui solo nella cameretta con una strana passione... rigirava le cose. comprava un televisore, lo smontava, lo rimontava con i componenti elettronici all'esterno. non era facile, ci volevano settimane per un buon lavoro.
rivoltava poltrone, mobili, vestiti, e anche persone, ma non visto, dalla sua sciarpa, che nel paesino di montagna poteva indossare per parecchi mesi.

ragazzo triste. andava in giro e non diceva a nessuno com'era. nessuno sapeva... nessuno sospettava. lui non sapeva... conoscersi. piaceva 'sta cosa. era come se... come se... era. era così... e un giorno non fece più quello che faceva prima come hobby. smise, e tutto sembrava vuoto. cosa adesso?
 forse
forse un giorno... divenne felice. e vide... svegliandosi una mattina che era tutto vuoto... e così continuò. ancora le sciarpe... fino all'ora che... venne... e smise le sciarpe... che aveva, tanto, sempre avuto caldo.
postato da: supermarionow alle ore 21:16 | Permalink | commenti
categoria:scritti
mercoledì, 05 settembre 2007
La sicurezza** è perlopiù una superstizione. Non esiste in natura,
né i bambini dell'uomo considerando tutto ne hanno esperienza.
Evitare il pericolo non è più sicuro a lungo andare che l'esposizione diretta.
La vita è o una avventura che osa, o nulla.
Tenere le nostre facce verso il cambiamento e comportarci come spiriti liberi
nella presenza del fato è una forza invincibile.

Helen Keller

** (intesa come senso di sicurezza, protezione, tranquillità)

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Ho un'amica che dice sempre di non farcela.
Ci credereste? Quando lo dice, ci riesce sempre perfettamente.
Se cominciasse a dire e pensare di farcela,
Ci riuscirebbe con altrettanta certezza.
postato da: supermarionow alle ore 10:18 | Permalink | commenti (1)
categoria:citazioni, scritti
mercoledì, 29 agosto 2007
strane presenze guidavano la sua mano fra i suoi capelli. strani capelli, spessi eppure morbidi.
"che ora è?"
"non saprei" pausa "le 2, le 3"
sospiri.
ora lei guarda una stella inaspettata nella stanza. attesa nella saliva della sua bocca. pensava è così strana la saliva, sempre nella tua bocca eppure sempre inaspettata. non la chiami quasi mai ma lei c'è sempre. la saliva degli altri è sempre qualcosa che ti aspetti. solo la tua è davvero una sorpresa. ma già lui tornava e la pausa era finita.



eccìtazione:
"l'amore è attenzione senza sforzo."



stava per lasciare tutti. era ora. e non era che aspettare.
postato da: supermarionow alle ore 11:03 | Permalink | commenti
categoria:citazioni, scritti
sabato, 18 agosto 2007
ultimamente uso Basket, un programma fantastico per prendere note per KDE.
in questo programma si usa enter per entrare in una nota, esc per uscire chiudere e smettere con una nota. ed è giusto, bisogna uscire, non confermare. invece io sono abituato a confermare le cose che faccio e sono completate, come se solo una dura eliminazione di me stesso in favore dell'esterno potesse permettere il proseguimento. per uscire, si esce.

esc.
postato da: supermarionow alle ore 16:47 | Permalink | commenti
categoria:scritti
lunedì, 13 agosto 2007
So che un braccio dopo l’altro porterò a destinazione
questo corpo calpestato dalle tue rigide mancanze.
Ho attraversato giorni da diluvio universale,
ora so scivolare sull’acqua... è una questione orizzontale.

Scivolerò sui tuoi rimpianti mai pianti con me.
Scivolerò, ma il tuo amore dov’era?

Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro non ceda.
Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro mi segua.

La ruota davanti m’implora di non insistere con la pressione.
Il cuore sul manubrio sembra pronto a decollare.
Hai trasformato pianure in salite devastanti,
ora tornerò a sognare coi miei occhi scintillanti.

Aumento la distanza, il vantaggio su di te
e non aspetto che qualcun altro provveda.

Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro non ceda.
Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro mi segua.

I piedi toccano terra, comincerà la resurrezione.
E’ l’ultima parte di fuga, vedo la polvere che si solleva.
Fuori da un passato confuso con dentro l’alibi di una visione,
continuerò la corsa, ma non sono più preda.

Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro non ceda.
Tengo al minimo il battito,
controllo che il respiro mi segua

Cristina Donà
postato da: supermarionow alle ore 17:50 | Permalink | commenti
categoria:testi
lunedì, 13 agosto 2007
Come si mangia L'elefante?

Dice il saggio: un cucchiaino alla volta.

Io me lo inculo l'elefante. È molto più divertente.
Poi me lo mangio anche però. Contemporaneamente no, fa tanto snuff movie.

cmq serio e fico.


Come so serio e palloso in 'sto blog!

  • Come se dovessi spiegare e dò un'idea di me serio e forte.
  • È così, voglio essere scherzoso ma finisco per dare un'idea di me cosà, seria e autorevole.
  • Per darmi un tono, per paura delle prese in giro o delle occhiatacce.
  • Non è molto diverso da ciò che fa il dottore in giacca o cravatta o ciò che fa l'avvocato.
postato da: supermarionow alle ore 01:36 | Permalink | commenti (2)
categoria:scritti
martedì, 31 luglio 2007
la più bella canzone di Gaber.

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postato da: supermarionow alle ore 23:16 | Permalink | commenti
categoria:musica
mercoledì, 25 luglio 2007
la cosa più bella che mi è stata detta da piccolo da un essere umano me l'ha detta nonno.
era caduto qualcosa per colpa mia e si era rotto. avevo detto qualcosa per scusarmi, nella mia maniera accentuata, visto che m'aspettavo la solita arrabbiatura senza senso. nonno mi disse "non fa niente oramai è successo". ed era sincera, non cercava accomodamenti. la più bella frase.
grazie nonno.
postato da: supermarionow alle ore 02:50 | Permalink | commenti
categoria:scritti