martedì, 12 dicembre 2006
La "nevrosi" è un grido di protesta della persona verso una situazione sentita come contrastante con la sua vita. Questo è molto importante capirlo, perché in questo modo noi non rendiamo patologico un comportamento. Noi rendiamo invece un comportamento, attraverso una nuova modalità di vederlo, lo rendiamo, in un certo senso, molto individuale. Ci sono delle persone per le quali è necessario agire in un modo piuttosto che in un altro. Prendiamo, per esempio, quelle persone che, a un certo punto, decidono di non mangiare e sviluppano un certo tipo di malattia, la così detta "anoressia", ma a pensarci bene noi abbiamo avuto quella che è stata chiamata la "santa anoressia", per cui molte donne, nel passato, erano addirittura delle sante e si consumavano nel non mangiare, mentre adesso non sono più sante, ma sono considerate delle malate, che magari vengono curate in Ospedale. Vorrei far capire una cosa importante: la "nevrosi" è un disturbo della nostra personalità, ma prima di dire che questo disturbo è patologico, noi dovremmo intenderci su che cos'è la normalità. E molte volte noi siamo costretti a riconoscere che la normalità ha un valore storico, nel senso che ciò che era normale quattrocento anni fa oggi non ci interessa. O meglio ancora: ciò che era patologico duecento anni fa, adesso non è più patologico. Io sarei del parere di dire che il nevrotico è la persona che anticipa, di gran lunga, un mondo nuovo e diverso, per il quale sarebbero necessari valori completamente diversi rispetto a quelli attuali. Ma siccome solo allora lui diventa un visionario, diventa una persona che dà fastidio. Da questo punto di vista, allora si capiscono, appunto, l'esistenza dei manicomi, l'esistenza di persone, che sono pagate dallo stato per ricondurre a normalità delle persone, che, in realtà, poi, anormali non sono. A questo proposito, vorrei per un momento affrontare proprio il problema dei così detti psicofarmaci. Non bisogna negare naturalmente che ci sono dei momenti molto duri, in cui bere una tazzina di caffè o prendere uno psicofarmaco è necessario, perché abbiamo una necessità in quel momento. Ma non si può pretendere che una persona, che offre al mondo un suo disturbo, se questo disturbo non viene capito e non se ne afferra il grande messaggio psicologico, non si può pretendere che venga curata coi farmaci, perché, più che curare, forse il farmaco non fa altro che attutire. E' come togliere l'energia elettrica lì dove c'è un corto circuito. Naturalmente il corto circuito scompare, ma scompare tutta l'elettricità. Questo è un problema, io direi, molto grave, e che richiede, da parte di tutti noi, un impegno. Cioè la "nevrosi" è praticamente un disturbo della nostra personalità, che va preso, veramente, con le molle, perché quel disturbo indica soltanto che c'è, sia nella persona che nell'ambiente, un tentativo di protesta.

Aldo Carotenuto
postato da: supermarionow alle ore 17:10 | Permalink | commenti
categoria:citazioni
sabato, 09 dicembre 2006
una rosa in mezzo a mille foglie
anche loro meritano la mia attenzione
ma è lei che mi prende il cuore, mi rapisce gli occhi, mi carezza l'anima
postato da: supermarionow alle ore 18:51 | Permalink | commenti
categoria:poesie, scritti, the best of
martedì, 05 dicembre 2006
a volte il tempo che ci batte dietro sulle spalle
ci chiede di restituire indietro le emozioni
e noi che siamo poco attenti ai giochi di prestigio
non ci accorgiamo di quel che avevamo fra le mani
da 7 giorni sento i battiti più accelerati
e non ricordo qual'è stata l'ultima puntata
in cui mi sono soffermata ad osservare
la costruzione delle aspettative su me stessa

e poi ti immagino che sfiori la mia testa
con le dita ed io ti guardo nel mio solito sorriso
e insieme adagio camminiamo nell'attesa
che tu mi dica che c'è tempo per qualsiasi cosa a-a-a-a
per qualsiasi cosa a-a-a-a

ci sarà tempo per fare la spesa
ci sarà tempo per dimenticare
ci sarà tempo per stare in silenzio
e tutto il tempo per fare l'amore
e questo tempo che prende i tuoi occhi
e li riempe di gioie inattese
ti fa capire quanto sia reale
la mia presenza al tuo fianco in modo naturale a-a-a-a a-a-a-a

A volte il tempo ci nasconde inaspettatamente
certi ricordi un vecchio film l'ultima amica assente
e mi sorprendo sempre quando fa accadere
con difficoltà ciò che accadrebbe facilmente

e poi ti immagino che sfiori la mia testa
con le dita ed io ti guardo nel mio solito sorriso
e insieme adagio camminiamo nell'attesa
che tu mi dica che c'è tempo per qualsiasi cosa a-a-a-a
per qualsiasi cosa a-a-a-a

ci sarà tempo per fare la spesa
ci sarà tempo per dimenticare
ci sarà tempo per stare in silenzio
e tutto il tempo per fare l'amore
e questo tempo che prende i tuoi occhi
e li riempe di gioie inattese
ti fa capire quanto sia reale
ti fa capire quanto sia reale
ci sarà tempo per fare la spesa
ci sarà tempo per dimenticare
ci sarà tempo per stare in silenzio
e tutto il tempo per fare l'amore
e questo tempo che prende i tuoi occhi
e li riempe di gioie inattese
ti fa capire quanto sia reale
la mia presenza al tuo fianco in modo naturale a-a-a-a
in modo naturale a-a-a-a

a volte il tempo che ci batte dietro sulle spalle
ci chiede di restituire indietro le emozioni
e noi se fossimo più attenti ai giochi di prestigio
ci accorgeremmo un giorno di quel che abbiamo (oggi) fra le mani
di quel che abbiamo (oggi) fra le mani

Valentina Lupi
postato da: supermarionow alle ore 00:57 | Permalink | commenti
categoria:testi
domenica, 03 dicembre 2006
stai dormendo seduto sull'auto e ti sveglia una voce. apri gli occhi e incontri un pazzo sull'auto, che parla ripetendo frasi continuamente. frasi apparentemente senza alcun senso. come se stesse recitando, ma non esattamente, sono molto più spontanee di un qualsiasi recitare. è come se fosse un qualche mantra. un mantra suo, non scritto nè codificato finora. un mantra sentito, apparentemente non noioso per chi lo recita. Senti il suono che cambia, senti che esamina il suo significato. TI viene voglia di farlo anche a te. Prendere una frase che ti ha detto qualcuno, qualcuno che ti ha fatto male, e ripeterla, senza fretta, provandone il suono in varie maniere di pronunciarla, con varie intonazioni. E ti ricordi che da piccolo lo facevi anche tu.
Però questo, ragazzi, è uno che dice 'ste cose sull'autobus. Seduto da solo. E dai suoi occhi vedi la sua viva intelligenza, schiava tuttavia degli impulsi che lo costringono a quest'infinita cantilena.
Impulsi!
Così strano. "Come osa comportarsi così? Chi l'ha AUTORIZZATO? Non mi risulta che ci siano trasmissioni televisive che incoraggino o promuovano questo atteggiamento, tanto da renderlo coraggioso, ammirabile o perlomeno causa di potersi vantare. Lo ha deciso da solo. LO ha costretto la gente. No, lo ha deciso da solo. DAVVERO DISPREZZABILE. Questa manifestazione di comportamento pazzesco N.A. Certa gente andrebbe presa in giro, e ci puoi giurare che se stessi con un'amica sull'autobus lo farei anche io."
Eppure la vecchietta che sta muovendo la testa in maniera ritmica, e le altre persone che simulano di non esistere, quanto amore ci si potrebbe appiccicare addosso.
Anche sul pazzo, si potrebbe appiccicare. Ma lui forse se lo prenderebbe e lo porterebbe anche con orgoglio.



N.A.: non autorizzato
postato da: supermarionow alle ore 16:14 | Permalink | commenti
categoria:scritti, the best of