mercoledì, 05 settembre 2007
La sicurezza** è perlopiù una superstizione. Non esiste in natura,
né il bambino o l'uomo intero ne hanno esperienza.
Evitare il pericolo non è più sicuro a lungo andare che l'esposizione diretta.
La vita è o una avventura che osa, o nulla.
Tenere le nostre facce verso il cambiamento e comportarci come spiriti liberi
nella presenza del fato è una forza invincibile.
Helen Keller
** (intesa come senso di sicurezza, protezione, tranquillità)
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Ho un'amica che dice sempre di non farcela.
Ci credereste? Quando lo dice, ci riesce sempre perfettamente.
Se cominciasse a dire e pensare di farcela,
Ci riuscirebbe con altrettanta certezza.
mercoledì, 29 agosto 2007
strane presenze guidavano la sua mano fra i suoi capelli. strani capelli, spessi eppure morbidi.
"che ora è?"
"non saprei" pausa "le 2, le 3"
sospiri.
ora lei guarda una stella inaspettata nella stanza. attesa nella saliva della sua bocca. pensava è così strana la saliva, sempre nella tua bocca eppure sempre inaspettata. non la chiami quasi mai ma lei c'è sempre. la saliva degli altri è sempre qualcosa che ti aspetti. solo la tua è davvero una sorpresa. ma già lui tornava e la pausa era finita.
eccìtazione:
"l'amore è attenzione senza sforzo."
stava per lasciare tutti. era ora. e non era che aspettare.
giovedì, 12 aprile 2007
disse oggi la mia nonnina:
"io la parte interna della carota, è dura, magari me lo metto in bocca un pezzettino, ma poi la butto"
io invece, io mario, la parte interna della carota la mangio sempre, perché mi fa bene. ho imparato a farlo, e ora mi viene naturale. la mangio, la parte interna della carota. con una facilità sconosciuta a molte delle altre persone.
(mmh facilità?)
mi piacerebbe però buttarla via, e mangiarmi solo quella dolce.
liberato finalmente da princìpi deleteri....
martedì, 13 marzo 2007
“Cappuccetto rosso” è in ognuno di noi come “il lupo” del resto ...involontariamente ogni tanto fa capolino l’incubo di restare imprigionata in una favola stereotipata… dove non si può scegliere il proprio finale e dove fa paura abbracciare la parte nevrotica e malata che ci si porta dentro!
Valentina Lupi
giovedì, 08 marzo 2007
We always have a choice Or at least I think we do We can always use our voice I thought this to be true We can live in fear Extend our selves to love We can fall below Or lift our selves above Fear can stop you loving Love can stop your fear Fear can stop you loving But it's not always that clear I always try so hard To share my self around But now I'm closing up again Drilling through the ground Fear can stop you loving Love can stop your fear Fear can stop you loving But it's not always that clear I'd love to give my self away But I find it hard to trust I've got no map to find my way Amongst these clouds of dust Fear can stop you loving Love can stop your fear Fear can stop you loving Love can stop your fear Fear can stop you loving Love can stop your fear Fear can stop you loving But it's not always that clear But it's not always that clear But it's not always that clear But it's not always that clear Morcheeba
l'humanité est ainsi, il ne s'agit pas de la changer, mais de la connaître - Gustav Flaubert
martedì, 06 marzo 2007
Do you ever look back and say 'ah, the good old days...'?
Yeah, sometimes. But they're good because they ended. If they were still going, they'd be the sad new days.
trad.
Guardi mai indietro e dici 'ah, i bei vecchi tempi...'?
Sì, a volte. Ma sono belli perché sono finiti. Se ci fossero ancora, sarebbero i tristi nuovi giorni.
Mike Patton
martedì, 12 dicembre 2006
La "nevrosi" è un grido di protesta della persona verso una situazione sentita come contrastante con la sua vita. Questo è molto importante capirlo, perché in questo modo noi non rendiamo patologico un comportamento. Noi rendiamo invece un comportamento, attraverso una nuova modalità di vederlo, lo rendiamo, in un certo senso, molto individuale. Ci sono delle persone per le quali è necessario agire in un modo piuttosto che in un altro. Prendiamo, per esempio, quelle persone che, a un certo punto, decidono di non mangiare e sviluppano un certo tipo di malattia, la così detta "anoressia", ma a pensarci bene noi abbiamo avuto quella che è stata chiamata la "santa anoressia", per cui molte donne, nel passato, erano addirittura delle sante e si consumavano nel non mangiare, mentre adesso non sono più sante, ma sono considerate delle malate, che magari vengono curate in Ospedale. Vorrei far capire una cosa importante: la "nevrosi" è un disturbo della nostra personalità, ma prima di dire che questo disturbo è patologico, noi dovremmo intenderci su che cos'è la normalità. E molte volte noi siamo costretti a riconoscere che la normalità ha un valore storico, nel senso che ciò che era normale quattrocento anni fa oggi non ci interessa. O meglio ancora: ciò che era patologico duecento anni fa, adesso non è più patologico. Io sarei del parere di dire che il nevrotico è la persona che anticipa, di gran lunga, un mondo nuovo e diverso, per il quale sarebbero necessari valori completamente diversi rispetto a quelli attuali. Ma siccome solo allora lui diventa un visionario, diventa una persona che dà fastidio. Da questo punto di vista, allora si capiscono, appunto, l'esistenza dei manicomi, l'esistenza di persone, che sono pagate dallo stato per ricondurre a normalità delle persone, che, in realtà, poi, anormali non sono. A questo proposito, vorrei per un momento affrontare proprio il problema dei così detti psicofarmaci. Non bisogna negare naturalmente che ci sono dei momenti molto duri, in cui bere una tazzina di caffè o prendere uno psicofarmaco è necessario, perché abbiamo una necessità in quel momento. Ma non si può pretendere che una persona, che offre al mondo un suo disturbo, se questo disturbo non viene capito e non se ne afferra il grande messaggio psicologico, non si può pretendere che venga curata coi farmaci, perché, più che curare, forse il farmaco non fa altro che attutire. E' come togliere l'energia elettrica lì dove c'è un corto circuito. Naturalmente il corto circuito scompare, ma scompare tutta l'elettricità. Questo è un problema, io direi, molto grave, e che richiede, da parte di tutti noi, un impegno. Cioè la "nevrosi" è praticamente un disturbo della nostra personalità, che va preso, veramente, con le molle, perché quel disturbo indica soltanto che c'è, sia nella persona che nell'ambiente, un tentativo di protesta.
Aldo Carotenuto